Dubai World Expo 2020: informazioni utili

Dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021 si terrà l’attesissimo Dubai World Expo 2020. L’evento è una significativa pietra miliare in quanto sarà la prima volta che l’esposizione Universale verrà ospitata in un paese del Middle Est. Tra le altre cose, giusto un anno prima del 50° anniversario degli Emirati Arabi Uniti (Dubai Plan 2021 – SMART Dubai – Dubai VISION 2021). Sono davvero numerosi gli effetti che l’organizzazione del Dubai World Expo 2020 sta avendo sull’Emirato di Dubai: dall’economia al turismo, dalle infrastrutture al Real Estate. Le sfaccettature sono tantissime e in questo articolo le attraverseremo per capire a fondo verso quali cambiamenti stiamo andando incontro e soprattutto quali opportunità si concretizzeranno per gli investitori e per gli imprenditori stranieri.

Dubai will never settle for anything less than first place.” ― Mohammed bin Rashid Al Maktoum, My Vision Challenges In The Race For Excellence.

Una premessa è dovuta: il Dubai World Expo 2020 avrà innanzitutto un importante impatto culturale. L’Esposizione Universale è da sempre il punto di incontro tra nazioni, simboleggia l’apertura e i punti di vista diversi. Il fatto che venga ospitato in un paese del Medio Oriente, più precisamente nell’Emirato di Dubai che negli ultimi anni è sempre più diventato la porta dell’occidente sui mercati Asiatici prima e Africani poi, segna la definitiva volontà delle politiche internazionali di innescare nuove sinergie che possano ampliare i mercati e che spingano verso la tolleranza, l’accettazione e l’incontro di tutto ciò che, fino a poco tempo fa, sembrava essere un mondo lontano.

Incominciamo l’analisi con un insight sull’Expo 2020 Dubai, per scoprire l’imponente progetto.

Dentro l’Expo Dubai 2020

“Unire le menti, creare il futuro”. Il dell’esposizioni fa capire da subito qual’è la direzione che la Dubai Vision intende continuare a percorrere nei prossimi anni. L’area riservata ad Expo Dubai 2020 si trova vicino al nuovo Aeroporto Internazionale Al Maktoum, sito tra Dubai e Abu Dhabi. Il quartiere fieristico, il Dubai Trade Center presenterà al centro il Plaza AL Wasl, denominato con l’antico nome di Dubai, ovvero connessione. Proprio la connessione è il concept principale dell’evento, infatti l’intera area è stata concepita per permettere alle persone di connettersi per promuovere networking, instaurare collaborazioni e sinergie.

Il progetto del polo di Expo 2020 Dubai è stato realizzato da tre famosi studi di architettura: HOK, Arup e Popolus. La struttura si divide in tre padiglioni e ricoprirà una superficie di 438 ettari. Ogni padiglione rappresenta una tematica dell’esposizione:

  • Sostenibilità: progresso e sviluppo intelligente e consapevole, che tenga in considerane la vita delle generazioni future.
  • Mobilità: aprire le porte ad individui e comunità su un futuro di possibilità senza più barriere.
  • Opportunità: networking produttivo attraverso l’abbattimento delle distanze.

La struttura verrà ricoperta da un tessuto fotovoltaico pensato ed utilizzato per generare il 50% dell’energia necessaria per sostenere l’intero evento nell’arco dei mesi. Considerato che il quartiere fieristico sarà illuminato giorno e notte, il risparmio in termini di costi e sostenibilità è impressionante. Sempre in tema di connessione, i trasporti avranno un ruolo molto importante: gli spostamenti interni saranno possibili grazie ad una cabinovia e verranno altresì messi a disposizione 750 Expo Riders, autobus ad emissione zero, per garantire a i visitatori facilità di spostamento verso il Dubai Expo.

Dal giorno dell’assegnazione sono migliaia i cantieri aperti per realizzare le infrastrutture e gli immobili per soddisfare e stupire il flusso di visitatori previsto. Naturalmente l’attenzione è catalizzata dalle fantomatiche attrazioni in progetto, alcune delle quali sono già alla fase terminale.

Tra le principali (e più appariscenti):

  • Museum of the Future: questo fantastico edificio di forma circolare è in costruzione accanto alle Emirates Towers, nei pressi del Dubai Financial Centre (DIFC). Oltre che a diventare una destinazione turistica internazionale, la struttura ospiterà le più grandi innovazioni del mondo e offrirà corsi avanzati, laboratori specializzati e manifestazioni aperte al pubblico. Iniziative caratteristiche del progetto, in concomitanza con Dubai Expo 2020 sono i “laboratori innovativi”, che si concentreranno su importanti temi come educazione, salute, smart cities, energia e trasporti autonomi. Il Museo, primo nel suo genere, vuole essere un esempio di governo che abbraccia il cambiamento per un futuro migliore.
  • Marsa Al Arab: un villaggio distribuito su due nuove isole artificiali intorno al Burl Al Arab, l’iconico Hotel di lusso a forma di vela. La prima isola sarà una destinazione adatta alle famiglie con attrazioni come il parco acquatico Wild Wadi. Sull’altra invece troveremo 140 ville con spiagge, porti turistici privati e 300 lussuosi appartamenti vista mare. Immancabile poi un’area commerciale che si estenderà su circa 2 mila metri quadrati.
  • Meydan One Mall: in arrivo il più grande centro commerciale mai visto. Più che un mall, sarà un’enorme città di oltre 4,5 milioni di metri quadrati completamente climatizzata. Shopping, ristoranti, parco giochi sotto una gigantesca cupola mobile, teatri ed eventi culturali, cinema e alberghi. La realizzazione del Meydan One Mall, affidata a Salini Impregilo, presenta numeri che la costruzione civile non aveva mai raggiunto prima. Per tenere insieme 000 pilastri e 3.000 colonne saranno infatti utilizzate 150.000 tonnellate d’acciaio. A fronte di queste dimensioni, il costo previsto per la costruzione dello shopping mall è di 435 milioni di dollari, anche se l’intera struttura all’interno della quale sorge il centro (compresi i grattacieli) arriverà a costare 1,5 miliardi di dollari. Una cifra che non tiene conto degli stanziamenti necessari per la realizzazione delle strade di accesso (altri 200 milioni di dollari) e delle infrastrutture collaterali, come ad esempio il porto. Il lavoro è enorme e già oggi richiede l’impegno costante di 7.000 persone, tutte impiegate nel cantiere.

È lo stesso numero di persone coinvolte nella costruzione di una grande diga» commenta Ivano Miscoli, CFO della branch di Dubai di Salini Impregilo.

Degno di nota è anche lo sviluppo delle infrastrutture che, come detto prima, sono state progettato nel pieno rispetto del principio della sostenibilità e della comodità. I lavori per la costruzione dei padiglioni dedicati all’esposizione universali non si fermano mai. Dubai sta di fatto compiendo un salto verso un futuro migliore, più vivibile, connesso al mondo ma allo stesso tempo a misura d’uomo.

L’ondata di Turismo a Dubai e gli effetti sull’economia.

Il principale driver di business del Dubai World Expo 2020 è sicuramente il turismo a Dubai. Sono attesi oltre 25 milioni di turisti, mentre il flusso di visitatori è attualmente in aumento grazie all’inizio dei lavori che ha attivato migliaia di progetti nell’Emirato. Il mercato del Real Estate è in pieno fermento per quest’evento di portata mondiale: gli immobili in fase di costruzione sono numerosissimi sia nel settore dell’hospitality, per accogliere la mole di turisti in arrivo, che residenziale. Infatti, l’Expo Dubai 2020 ha aumentato ancora di più l’attrattività e l’esclusività del settore immobiliare: il capital appretiacion degli immobili vivrà un importante e progressiva accelerazione nei prossimi anni. Non ultimo, la città e le sue infrastrutture d’eccellenza sono in forte crescita e l’area urbanistica si sta espandendo velocemente verso l’area che ospiterà il polo fieristico.

Gli effetti positivi sono incominciati già l’anno scorso. Nei primi tre mesi del 2017 gli alberghi dell’emirato hanno registrato un livello di occupazione per stanza dell’86,3%, con un 2,7% di incremento sul dato relativo nell’anno precedente.

Uno dei fattori principali che ha spinto precocemente questa ondata è sicuramente la decisione del governo degli Emirati Arabi Uniti di semplificare l’accesso, attraverso una politica ad hoc, dei visitatori provenienti da Russia e Cina, due mercati chiave. I cittadini russi possono ora ottenere il visto d’ingresso direttamente in aeroporto, mentre la stessa agevolazione aveva toccato i turisti Cinesi nel 2016, quando il dato sui visitatori provenienti dalla Repubblica Popolare aveva fatto subito immediatamente registrare un conseguente +20%.

La strategia generale è ben spiegata dalle parole del responsabile della divisione Strategia, Investimenti e Sviluppo del Turismo di Dubai (Tourism Strategy, Investment & Development) che ha come responsabilità fondamentali la progettazione strategica e la decisione sulle priorità da assegnare alle varie iniziative che fanno parte del piano d’azione per il 2020.

“Non vogliamo più concentrarci su sei-sette mercati, vogliamo raggiungere almeno i venti”

L’emirato si prepara ad accogliere viaggiatori di ogni estrazione sociale, diversificare l’offerta equivale alla possibilità di ampliare i potenziali visitatori cui rivolgersi. Il piano messo in atto, che prevede investimenti sull’economia, sui servizi turistici e sportivi, istruzione e cultura, è chiaro: tutelare gli amanti del lusso, continuando a garantire servizi esclusivi, riuscendo allo stesso tempo a coinvolgere ospiti meno abbienti ma comunque interessati a scoprire segreti e potenzialità di una metropoli unica.

Alimentare il turismo, cementificare la presenza della capitale nella top 10 (a maggio 2018 è diventata ufficialmente la sesta) delle città più visitate al Mondo e continuare la scalata verso la vetta assoluta: questo l’obiettivo, ambizioso ma possibile, posto dal governo degli Emirati Arabi Uniti. Grandi e significative, dunque, le prospettive a livello di occupazione nel settore dei servizi ma anche immobiliare.

Proprio quest’ultimo, il Real Estate di Dubai, è uno dei mercati che gioverà di più dell’arrivo del Dubai World Expo 2020. Sono numerosissime le nuove strutture in fase di costruzione e molte sono già state realizzate e aperte. Diverse zone dell’Emirato che fino a poco tempo fa erano considerate troppo lontane dal centro o dalla costa per essere esclusive, adesso stanno esponenzialmente acquisendo valore con un significativo aumento dei prezzi al metro quadro, che continueranno a crescere progressivamente, si prevede, fino al 2025 che dovrebbe segnare la fine del ciclo immobiliare. Il trend non è incentivato solo dall’Esposizione Universale ma anche, ne abbiamo accennato prima, al 50° anniversario degli Emirati Arabi Uniti nel 2021 e dai Mondiali di Calcio che si terranno in Qatar nel 2022.

Se cresce il settore immobiliare, cresce l’intera economia, perché il Real Estate di riflesso influenza altri mercati, a partire da quello del lavoro dove sono previste 300 mila nuove assunzioni, immette liquidità, sposta i limiti urbani e attira investitori stranieri.

L’impatto economico e le opportunità per gli investitori

Secondo autorevoli stime, la crescita del PIL prevista è tra il 5,5% e il 6,4% per cento e nel breve periodo si dovrebbe arrivare ad un tasso annuo a due cifre. Il governo di Dubai ha stimato che circa 25 miliardi di dirham, pari a circa 7 miliardi di dollari, saranno gli investimenti privati dedicati al Dubai World Expo e la città si aspetta un ritorno sugli investimenti di 140 miliardi di dirham pari a poco meno di 40 miliardi di dollari.

Il dato per noi interessante è che oltre 780 aziende italiane sono scese in campo per Expo Dubai 2020, sette su dieci sono PMI.

l settore delle costruzioni, con particolare riferimento alle infrastrutture e ai trasporti, è sicuramente fra quelli che più potrà beneficiare dell’EXPO.  Secondo due diversi studi, condotti da Deutsche Bank e Global Investment House, Dubai dovrà destinare circa 43 mld di USD all’implementazione delle sue infrastrutture in vista dell’EXPO, di cui circa 10 dovranno essere spesi per migliorare e sviluppare i trasporti.

Per far fronte al previsto aumento della popolazione residente, sono anche in programma enormi investimenti privati per la realizzazione di abitazioni, uffici e edifici commerciali, con implicazioni positive per il settore immobiliare: circa 45mila nuove unità abitative dovrebbero essere immesse sul mercato entro fine anno e i prezzi dovrebbero essere sostenuti grazie alla domanda crescente, risultato dei nuovi posti di lavoro creati grazie all’EXPO 2020.

Fra i tanti progetti edilizi degni di nota pianificati e già in via di realizzazione a Dubai, va ricordato Sheikh Mohammed bin Rashid City, il nuovo insediamento urbano che includerà, fra l’altro, il più grande centro commerciale del mondo (il Maydan One, ne abbiamo parlato sopra), un parco tematico ispirato agli Universal Studios e un parco più grande di Hyde Park a Londra.

Nell’area GCC (Gulf Cooperation Council, GCC; in Arabo: مجلس التعاون الخليج الفارسی‎, Majlis al-Taʿāwun al-Khalījī) si sta puntando con decisione sull’energia solare, un comparto strategico per le aziende italiane.

Expo 2020 e l’Italia

Presentare l’identità culturale e creativa italiana in grado di combinare arte e scienza, tradizioni e tecnologia, creatività e bellezza, quale base di dialogo a livello globale. È l’obiettivo della partecipazione dell’Italia all’Expo 2020, un progetto basato su un lavoro di sistema che sarà presentato alla Farnesina alla presenza del ministro degli Esteri, dell’Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, Saqr Nasser Ahmed Abdullah Al Raisi e del Commissario Glisenti.

Il contratto di partecipazione dell’Italia è stato firmato il 20 gennaio ad Abu Dhabi dal ministro Angelino Alfano durante la sua visita negli Emirati Arabi Uniti, mentre è stato nominato Paolo Glisenti come Commissario Generale di Sezione dell’Italia.

L’Italia si presenta a questo appuntamento, che costituisce un’occasione unica di dialogo internazionale, con tutta l’esperienza maturata con Expo Milano 2015, un’esperienza che porterà in eredità agli organizzatori degli Emirati, sia in termini dei principi contenuti nella “Carta di Milano”, sia in termini delle buone prassi maturate nell’organizzazione dell’edizione 2015.

Il progetto italiano di esposizione a Expo Dubai 2020 sarà in un solco di ideale continuità con quello realizzato a Milano e rappresenterà una delle grandi priorità della diplomazia economica italiana per i prossimi anni. Nel grande lavoro di sistema che viene lanciato oggi saranno coinvolti, assieme al Governo e alle Autonomie territoriali, le principali associazioni di categoria, istituzioni culturali, di studio e di ricerca, rappresentanti del terzo settore.

Altissime aspettative

Il Dubai World Expo 2020, inutile nasconderselo, è probabilmente l’Esposizione Universale che negli ultimi decenni ha generato le maggiori aspettative. Parte di questo fenomeno è dovuta al fatto che l’Emirato dal 2008 in poi, anno della crisi globale, ha vinto tutte le scommesse. Politiche attive nei confronti degli investitori stranieri, un incredibile livello di digitalizzazione e di implementazione dei servizi alle imprese, oltre che a una burocrazia iper-semplificata, hanno provocato una crescita economica rilevante, in particolare se si pensa che quello di Dubai è l’unico tra gli emirati a non giovare di una presenza importante di petrolio. Ma non solo, Dubai si è fatto anche pioniere di innovazioni dirompenti, tra le più famose Hyperloop, il treno supersonico del patron di Tesla, e i primi taxi volanti.

Con queste premesse era inevitabile che le aspettative per il World Expo diventassero altissime. Come si svolgerà l’evento non ci è dato saperlo, anche se è facile prevederlo. Però possiamo tranquillamente fare due osservazioni con la sicurezza di non sbagliarci. La prima è che il Dubai World Expo ha già di fatto generato imponenti introiti in termini di fatturato sia al governo che alle centinaia di aziende straniere che sono state coinvolte o si sono attivate per partecipare. La seconda è che dopo il 2020, Dubai non sarà più la stessa.